28 Lug

IPNOSI PER IL CONTROLLO DEL DOLORE

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Forse molti hanno avuto modo di conoscere la notizia apparsa su diversi quotidiani e telegiornali in merito all’intervento chirurgico avvenuto a Padova mediante l’anestesia ipnotica durante il quale è stato asportato un tumore.

Come racconta l’articolo di La Tribuna di Treviso del 22 Agosto 2013: “La donna, di 42 anni, risultava allergica a diverse sostanze chimiche e aveva già manifestato reazioni anafilattoidi a farmaci anestetici, per cui il prof. Facco, docente di Anestesia e Rianimazione del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Padova, ha ritenuto più sicuro proporre alla paziente l’anestesia ipnotica: questa ha reso possibile l’asportazione di un tumore nella coscia destra con un’incisione lunga 6×3 cm e profonda 3 cm, grazie alla quale il chirurgo ha potuto togliere il tessuto adiposo sotto il tumore, ma preservando la fascia profonda”.

L’intervento è avvenuto in completa sicurezza, tant’è che i parametri cardiaci e pressori si sono mantenuti sempre stabili e la paziente è rimasta in trance potendo essere consapevole di quanto stava accadendo e potendone poi conservare il ricordo.

 Per molti un evento come questo può sembrare incredibile e se non fosse avvenuto tra le sale operatorie del Policlinico di Padova forse i più scettici continuerebbero a dubitare della sua effettiva realtà.

Invece la scienza e la clinica dimostrano ampiamente come due dei fenomeni che possono manifestarsi in trance sono proprio quello dell’anestesia e quello dell’analgesia: la prima è caratterizzata dalla mancanza totale della sensibilità allo stimolo in una determinata parte del corpo, la seconda è caratterizzata dalla permanenza della sensibilità, ma privata della componente dolorosa, per cui gli stimoli si avvertono ma il dolore no.

La nostra mente possiede, dunque, la capacità di controllare il dolore e attraverso l’ipnosi le persone possono sviluppare questa potenzialità, in misura variabile da soggetto a soggetto, in modo da utilizzarla all’occorrenza.

Questa capacità trova moltissime applicazioni:

– una di queste è la possibilità di sottoporsi a piccoli interventi (per esempio dal dentista, che spesso è causa di grande ansia e angoscia);

– durante il parto, per cui una donna può scegliere di svolgere il training di preparazione in modo da saper gestire al meglio il dolore del parto;

– nel recupero da infortuni o interventi chirurgici;

– nel dolore cronico causato da malattie organiche di vario genere (artrosi, artriti, cervicalgie, fibromialgia; etc.)

– malattie oncologiche;

– cefalee;

etc.

Nelle situazioni sopracitate l’ipnosi non è utile soltanto nella gestione del dolore, ma anche per ridurre gli altri sintomi che possono esservi associati (nausea, vomito, prurito), oltre che per favorire la cicatrizzazione delle ferite e quindi velocizzare il processo di guarigione e migliorare l’assorbimento dei farmaci.

Alcune ricerche hanno dimostrato che l’effetto analgesico dell’ipnosi non è riconducibile nè all’effetto placebo, nè alla paura, nè alla suggestione, ma è un effetto specifico che si manifesta durante lo stato di trance, durante il quale avviene una modulazione di alcuni sistemi sensoriali afferenti che comporta una attivazione normale degli indicatori involontari del dolore quali la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la frequenza respiratoria, la sudorazione, ecc.

Chi di noi non ha mai sperimentato un’esperienza di dolore? Tutti sappiamo che il dolore può essere fonte di sofferenza fisica e mentale, tanto da ridurre drasticamente la qualità della vita, e talvolta può rendere difficile mantenere un lavoro, una vita sociale e affettiva.

Quindi tutti gli strumenti che possono migliorare questa condizione di sofferenza possono risultare preziosi, e a volte possono essere utilizzati in sinergia per ottenere i maggiori risultati possibili.

L’ipnosi, così come dimostra la scienza e l’esperienza clinica sul campo, è uno di questi straordinari strumenti, che permette di sviluppare molte delle potenzialità della nostra mente.

 

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